Premessa


Nella sua accezione più classica e sintetica il viaggio è il trasferimento da un luogo ad un altro e, per estensione, implica effettuare un percorso. Lo...


Il Folklore



Ci sono due leggende che risalgono alla “nostra” notte dei tempi. Due storie che ci appartengono. Episodi mitici, racchiusi nei volti e nella magica presenza di due figure ...


Itinerario 1


Sulle Tracce di Ypa rende omaggio alla sacerdotessa celtica che si narra regnasse in questi luoghi, quando un grande lago, nato dallo scioglimento...


Itinerario 2


L’associazione “Tornare al Futuro”, in un’ottica di riscoperta dei paesaggi e della storia della propria comunità si propone di proseguire nella promozione...
L'Evento


Due serate (solitamente gli ultimi due sabati di Giugno) per riscoprire il piacere di “vivere” la piazza. L’iniziativa nasce dal progetto...


Prodotti e Produttori


La prodotti Artigianali di Scavarda è specializzata nella produzione, confezionamento e distribuzione di dolci tipici canavesani: Canestrelli...


Oltre la Morena Frontale


Il territorio della “morena frontale” di cui raccontiamo in questa pubblicazione è parte integrante del Canavese (Canavèis in lingua piemontese) che è un’area...

Visite ad hoc


L’Associazione Tornare al Futuro in collaborazione con alcune agenzie di incoming locali, su richiesta, per gruppi di almeno 10 persone, organizza giornate da trascorrere...


I Paesi Vicini


A pochi chilometri da Mazzè si trovano alcuni Paesi che meritano una visita. Innanzitutto Caluso, il centro abitato più grande di questa...

   

Dalle vigne al lago

Dalla terra all'acqua, storia e tradizione
PARTENZA e ARRIVO: Vecchio borgo




L’associazione “Tornare al Futuro”, in un’ottica di riscoperta dei paesaggi e della storia della propria comunità si propone di proseguire nella promozione e valorizzazione di sentieri e luoghi di pregio.

Il percorso escursionistico “Dalle vigne al lago”, così come “Sulle tracce di Ypa” (itinerario riscoperto e reso fruibile dall’associazione qualche anno fa), sono accomunati dal riferimento a fatti storici rilevanti, risalenti a uno dei periodi più travagliati del Medioevo, che attraverso guerre e distruzione hanno segnato profondamente le nostre terre e la nostra povera gente. Dal Castello di Mazzè, punto di avvio del percorso, ci si inoltra attraverso castagneti e vigneti per raggiungere lo splendido punto panoramico della “Bicocca”, ove, tra appezzamenti di ulivo si raggiunge la strada che porta verso località “Masi”. Questa denominazione richiama la presenza di un grande masso erratico che si incontra durante il percorso. Si prosegue tra le vigne e giunti nei pressi di Barengo (frazione rurale mazzediese nota per le ciliegie, i Kiwi e le mele, queste ultime si possono acquistare direttamente in cascina) si presentano scorci panoramici suggestivi, che richiamano ambienti toscani. Oltre la conca che conteneva, nell’antichità, il ghiacciaio balteo ci sono le Alpi Graie che le fanno da cornice offrendoci un quadro di rara bellezza. Scendendo si incontrano le cascine di Barengo e, attraversata la strada comunale, ci si inerpica su un pendio che porta alla collina di Speratono. E’ opportuno qualche cenno sulla storia di Speratono. La roccaforte di Speratono fu fatta costruire dai Della Valle di Mazzè nel 1324 (De Bello Cenopiciano - di T. Asario). Ebbe breve vita il Forte, perché nel 1339 venne assediato dal Conte di Valperga, in guerra coi S. Martino. I mercenari tedeschi di Valperga combatterono duramente i fanti di Mazzè (fedeli ai S. Martino) lo conquistarono e ne abbatterono le mura dopo averne ucciso tutti i difensori. Una piccola cappella bianca ai bordi di un boschetto di robinie ci ricorda esattamente il punto in cui sorgeva la roccaforte, e conserva i resti delle mura nel sottosuolo. Superata la collinetta di Speratono il percorso prosegue lungo un tratto campestre e si raggiunge la strada che porta in località Marnarolo, situata sul crinale delle colline verso Vische. Il panorama si presenta al visitatore in tutto il suo fascino. Qui ci si trova proprio su quelle che erano le rive del grande lago, da qui infatti il terreno declina in una pianura (l’antico fondo del lago) che si estende fino a Ivrea. La località Marnarolo è citata in diversi libri di storia canavesana per essere stata, dal 100 A.C. al 900 D.C., una Mansio romana sulla strada per Eporedia. Sicuramente essa serviva a far riposare bestie e genti che transitavano su questa via. Dal Marnarolo si scende quindi lungo uno stretto sentiero per arrivare ad una piccola fontana, vicino alla cascina “Deserta” di Vische, alla quale, prima della grande guerra (notizia documentata) durante le esercitazioni militari, si abbeverò il Principe di Piemonte Umberto di Savoia. Finalmente si raggiunge la strada provinciale che da Vische porta a Caluso passando lungo il lago di Candia. In località la Barcaccia (dove ci si può rifocillare nell’omonimo locale affaciato sul lago) si imbocca la strada che ricondurrà il visitatore, stanco e probabilmente soddisfatto a Mazzè ed al suo castello.

 
           

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