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L'isola che non c'è
Anno 1, editoriale n°2
La nascita di una nuova associazione nel nostro comune deve essere vista da tutti come uno stimolo;Tornare al Futuro ha ben chiara la sua missione...

“i centrosinistri”
Sabato, 25 Aprile 2009
E’ ormai un dato di fatto che da qualche tempo ci sia fermento tra le varie idee e tra i vari modi di intendere l’attività e l’impegno politico.

Tanto rumore per nulla
Mazzè,Venerdì 12 Dicembre 2008
Molto scalpore ha suscitato l’editoriale di Luca Contiero dello scorso numero di Ronzinante.
Molto scalpore e molto scandalo.

Viva Zapatero
Il primato della politica è legato alla credibilità di chi la esercita.
Esiste un nome che in Italia al solo pronunciarlo suscita una certa allergia: è il nome di Luis Rodriguez Zapatero. E’ una sorta di allergia accanita che in nessun altro...

Il dito e la luna
Quando l’indice di una mano indica la luna, gli stolti si fermano a guardare il dito
La visione è letteralmente la capacità di percepire gli stimoli luminosi; acutezza visiva.
Questo concetto, traslato in altri settori,quali...

Noi abbiamo un progetto
Mazzè, Giovedì 3 Maggio 2007
Siamo entrati ormai nel nuovo anno, e noi di Tornare al Futuro abbiamo pensato di salutare il vecchio 2008 facendo un numero di Ronzinate dedicato alle nostre attività...

Distributore in Vigna
urbanistica e amore per il territorio
Premessa. Demolire, demolire, demolire. Prima ancora
che di gru e mattoni, il futuro delle città italiane è fatto di ruspe e dinamite.

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Distributore in Vigna
Anno 4, editoriale n°7
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Premessa
Demolire, demolire, demolire. Prima ancora che di gru e mattoni, il futuro delle città italiane è fatto di ruspe e dinamite. Questa la tendenza, pur se con sfumature
assai diverse, che si sta affermando tra urbanisti, architetti e tecnici del settore.
I nostri centri urbani si sono allargati in maniera troppo disordinata, la mobilità è sempre più caotica, le aree agricole e naturali sempre più rare. Secondo il Cresme, solo nell’ultimo decennio, sono stati costruiti tre miliardi di metri cubi di abitazioni (circa venti metri quadrati
per ogni italiano) senza peraltro risolvere l’emergenza casa, mentre dal 1995 in poi edifi ci, capannoni industriali e infrastrutture hanno occupato oltre 3,5 milioni di ettari di territorio, una regione di cemento più estesa di Lazio e Abruzzo messe insieme. Il tema della decostruzione
sarà uno degli argomenti principali
di Città Territorio Festival, rassegna organizzata a Ferrara da Laterza Agorà, he dal 17 al 20 aprile vedrà più di cento urbanisti, |
storici, architetti, amministratori e imprenditori discutere di centro e periferia, mobilità e sicurezza, sviluppo e tutela del paesaggio. “Per ridare senso alle nostre città” dice l’urbanista Pier Luigi Cervellati, anticipando i contenuti del suo intervento ferrarese, “bisognerebbe varare una moratoria di almeno dieci anni sulle nuove costruzioni. Solo bloccando ulteriori urbanizzazioni e ricostruendo l’esistente avremo la possibilità
di riqualifi care le periferie e ricostruire un tessuto urbano sano. Stefano Boeri, architetto e direttore della rivista Abitare, è convinto della necessità di nuove regole che arrestino l’espansione dei centri urbani. “Il boom edilizio degli ultimi anni ha prodotto spreco di suolo, distruzione di aree Verdi, impossibilità di nuove infrastrutture perchè il territorio è sempre più occupato.
(Alberto Fiorillo daVenerdì di Repubblica)
Il fatto
Dopo aver letto questo breve scritto sul futuro dell’urbanistica vediamo invece cosa capita sul territorio del nostro paese dove il boom edilizio è sotto gli occhi di tutti e dove si vuole andare ad intaccare il suolo agricolo con la costruzione di un distributore di benzina.
A questo proposito rendiamo noto a tutta la cittadinanza che l’attuale amministrazione
ha avallato l’Iter per lo spostamento della stazione di servizio carburanti dal centro del paese. Precisiamo sin da subito che noi non siamo contrari alla nuova stazione, noi
siamo assolutamente in disaccordo e contrari alla posizione ed al luogo in cui si è deciso di realizzarla. Con tante soluzioni a disposizione quella scelta è sicuramente la più infelice. La precedente amministrazione, nelle valutazioni relative allo spostamento della stazione di servizio dall’interno del paese, aveva già ipotizzato un’area che si trova fuori dell’abitato, sempre sulla Strada Provinciale ex SS 595 di Mazzè, ma circa 1 KM prima della nuova destinazione. Questo era ed è uno spazio molto più grande, che consentirebbe un più semplice adattamento alle esigenze di viabilità, si trova inserito in un contesto in cui sono già presenti altre attività commerciali quali una grossa ferramenta ed un supermercato, di fronte a questo sito si trova altresì l’area industriale che ospita alcune importanti aziende locali. Sicuramente la presenza di una stazione di servizio in questo punto andrebbe a qualificare ed arricchire di opportunità, anche commerciali, un punto in cui insistono, già da anni, tali attività e il loro indotto di clienti. Non comprendiamo quindi perchè la nuova amministrazione abbia cambiato idea sull’area in cui deve sorgere la stazione di servizio, considerato che la scelta attuale è decisamente infelice sotto molti punti di vista.
In primo luogo essa va ad impattare in modo decisamente negativo con il paesaggio circostante. In un momento in cui si tende a valorizzare tutto ciò che riguarda il paesaggio
in virtù di un possibile sviluppo futuro dei territori canavesani sotto l’aspetto turistico,
non si capisce come possa nascere un distributore proprio di fronte alle famose e uniche
colline dell’Erbaluce di Caluso e davanti ad una importante Azienda Vitivinicola locale. Proprio queste colline saranno protagoniste a fine maggio della presentazione di un’itinerario di visita (facente parte dei progetti dell’Alta via dell’Anfi teatro Morenico e Storie sulla Morena Frontale promossi dalla Regione Piemonte), che porterà i visitatori
proprio su questi luoghi, puntando sulla ruralità, sulla genuinità, sulla natura e sul paesaggio, per promuovere la risorsa più importante di queste colline il vitigno Erbaluce
ed i suoi prodotti, vini come l’Erbaluce di Caluso e il Caluso Passito. Si dovrebbe, inoltre, verificare se non possano esserci eventuali problematiche relative alle emissioni visto il numero importante di pompe per le colture circostanti soprattutto quelle vitivinicole di pregio di alcuni dei più importanti produttori canavesani.
In secondo luogo ribadiamo il concetto già espresso in avvio: altre aree, risultano più
idonee per i motivi già citati. In terzo luogo il progetto presentato contiene lacune anche dal punto di vista tecnico. La scelta prevede infatti una viabilità a senso unico in direzione Mazzè-Caluso. Ciò comporta che chi entra nella stazione arrivando da Mazzè non può tornare indietro e dovrà andare a girare al primo incrocio utile; allo stesso modo chi vuole entrare arrivando da Caluso dovrà andare a girare all’inizio dell’abitato di Mazzè. Non crediamo che questa soluzione sia la migliore dal punto di vista commerciale per un gestore che avrà tra le mani una stazione localizzata in “aperta campagna”, isolata, con problemi di pubblica sicurezza e con evidenti difetti logistici. Si sa che se un servizio non è comodo non viene utilizzato o è utilizzato al di sotto delle proprie possibilità. Forse il Comune pensa di arricchirsi multando quelli che svolteranno in contromano? In questo modo saranno molto probabili situazioni di insicurezza stradale per attraversamenti impropri e manovre pericolose. Il progetto, inoltre, ingloba una strada vicinale di sevizio
ai vigneti, togliendo la possibilità agli agricoltori con trattori e carri di svoltare a sinistra arrivando da Caluso costringendoli ad andare a girare alle prime case di Mazzè rallentando e impedendo di fatto il normale svolgimento del loro lavoro. Sarebbe auspicabile quantomeno l’utilizzo della terza corsia (non prevista dal progetto) per consentire la viabilità nei due sensi di marcia, e in questo caso il sito precedentemente identifi cato essendo più profondo consentirebbe una migliore realizzazione (soluzione
questa che garantirebbe sicuramente maggiore sicurezza stradale a tutta l’area alle porte del paese in quanto l’inserimento della terza corsia e quindi la segnalazione di una variante stradale sicuramente rallenta la velocità del traffi co veicolare a tutto guadagno dell’area commerciale/artigianale/ industriale e nonchè a tutti gli abitanti della zona tagliati fuori da tutto il nuovo sistema di rotonde ipotizzato dal nuovo strumento urbanistico). Ultima annotazione, abbiamo verifi cato che una grossa parte del terreno destinato ad accogliere questo progetto è di proprietà dell’assessore al Bilancio del Comune di Mazzè e della sua famiglia. Visto che con una delle tante varianti al piano regolatore redatte dall’Amministrazione in carica si defi nisce che l’apertura di nuovi distributori avvenga esclusivamente in aree produttive e/o in aree agricole come quella in oggetto. Non vorremmo fosse questo il motivo di tanta determinazione nel perseguire questo progetto, di cui fi no ad oggi pochi conoscevano, guarda caso, l’esistenza.
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